L'Aquila reale

L'Aquila reale

Buona parte del territorio di Scandriglia compreso nel Parco, in prossimità dell Monte Pellecchia, rientra nell'areale di caccia della splendida aquila reale (Aquila chrysaetos) che durante il periodo primaverile ed estivo è facile osservare nel suo volteggio a quote elevate in questo settore del Parco.

La coppia di aquile reali del Parco dei Monti Lucretili nidifica sulle pareti a nord del Monte Pellecchia, settore con bruschi salti di roccia, ed è una delle sei coppie che nidificano nel Lazio (questo è il sito di nidificazione più vicino a Roma). 


Nome: Aquila reale
Ordine: Falconiformi
Famiglia: Accipitridi
Specie: Aquila chrysaetos

Aquila reale: dal latino aquilus = bruno scuro; reale perché è un po' il re degli uccelli "l'uccello scuro che è re".
Aquila chrysáetos: dal greco chrúsos = dorato e aetòs  = aquila "aquila dorata"
Altri nomi europei: Golden Eagle (Inglese), Aigle royal (Francese), Steinadler (Tedesco), Aguila real (Spagnolo).

 

Habitat:
Predilige le aree montuose alberate o aperte. Il suo territorio di volo raggiunge i 200 kmq, un'estensione pari a quella di una città media.

Areale:
La distribuzione della specie è detta oloartica e comprende parte le regioni montuose dell'Europa, dell'Asia centrale e settentrionale, dell'America settentrionale e dei rilievi dell'Africa nord - occidentale.

Dimensioni:
Apertura alare: In grado di librarsi in aria senza sforzo, l'apertura alare è di circa 2 m (200-220 cm ; le femmine hanno ali più ampie)
Lunghezza: Testa e corpo 75-90 cm; coda 25 - 35 cm
Peso: mediamente sino a 6,5 kg (maschi 3-5 kg; femmine 4-7 kg)

Riproduzione: avviene da febbraio a luglio. Il territorio riproduttivo di una singola coppia si può estendere anche per 8-10.000 ettari.

Deposizione delle uova: avviene tra Febbraio e Marzo. Di solito ne vengono deposte 2, ma talvolta 1 o 3. L'incubazione dura 42-45 giorni e vi partecipa anche il maschio.

L'Intervallo fra le nascite è di un anno

Gli aquilotti, già completato interamente il piumaggio tra i 40 ed i 60 giorni, si involano attorno alle 10-12 settimane dalla nascita. Spesso il primo nato predomina sul secondo nella competizione per il cibo offerto dal genitore. La maturità giunge attorno ai 5 anni.

Le piume dell'aquila reale pesano più di tutto il suo scheletro.

Le penne alle estremità delle ali, simili a dita, regolano il flusso d'aria, permettendo all'aquila di volare lentamente senza andare in stallo.

La vita media è fino a 25 anni. Si stima che la popolazione mondiale delle aquile reali sia di 125000-250000 esemplari.

Dieta tipica

L'aquila reale si nutre di animali terricoli, soprattutto mammiferi, anche di considerevoli dimensioni, uccelli, e talvolta di carogne (periodo invernale).

Nidificazione: Si tratta di una specie stanziale o parzialmente migrante; nidifica su speroni o nicchie rocciose per lo più a strapiombo, meglio se protette da un "tetto" di roccia; raramente sulle chiome degli alberi.

All'interno del proprio territorio l'aquila costruisce più di un nido (da un minimo di 2, fino a 8-12), che utilizza alternativamente, a rotazione, nel corso degli anni.

Il nido, caratteristico degli uccelli da preda, può essere usato dalle aquile reali per molte generazioni.

Spesso il nido è posto a margine di ampi territori di caccia ad esso sovrastanti, facilitando in tal modo il trasporto al nido delle prede.

La caccia

I territori di caccia favoriti comprendono un mosaico di ambienti diversi: pascoli alternati a radure alberate, boschi e coltivi di montagna, dove è maggiore la varietà di prede cacciabili. Il caratteristico volo detto "a festoni", che veicola un messaggio relativo alla difesa del territorio, può verificarsi in ogni stagione dell'anno.

Mentre vola su ampi tratti di territorio selvaggio, l'aquila reale utilizza la sua vista straordinaria per scrutare il suolo alla ricerca di una preda.

Gli occhi grandi, direzionati frontalmente, permettono all'aquila reale un'ampia visione binoculare. La sua vista sembra sia otto volte più acuta di quella umana.

La preda viene fatta a pezzi con il potente becco adunco. Tuttavia la femmina può utilizzarlo con la delicatezza di una pinzetta quando nutre i suoi figli.

 

 

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